Il mondo degli animali ci regala sempre notizie curiose e con l’arrivo dei primi freddi abbiamo scovato video e foto divertenti che riguardano il letargo di alcune specie.

L’autunno è arrivato e gli animali si preparano ad affrontare le temperature rigide e la carenza di cibo; per molti di loro sta per iniziare il letargo, un lungo sonno durante il quale l’animale entra in uno stato di quiescenza: le funzioni vitali si riducono al minimo, la pressione del sangue cala drasticamente, il battito cardiaco diminuisce fino a pochi battiti al minuto, il respiro diventa lento e irregolare, il metabolismo si riduce e la temperatura corporea si abbassa fino quasi al congelamento. Ogni specie però affronta il letargo a modo suo, in base alle proprie caratteristiche, personalizzandolo e rendendolo di fatto ancora per molti aspetti misterioso.

Camera con bagno
Il Tasso sebbene possa sembrare pigro e lento, è un abile costruttore di tane sotterranee. Prima che arrivi il freddo realizza un’articolata rete di gallerie sotterranee che collegano tra loro diverse camere su più piani a una profondità che può raggiungere i 6 metri; in un’abitazione così complessa, che ospita per decenni varie generazioni della stessa famiglia, non poteva certo mancare il bagno: una delle camere infatti solitamente viene adibita alla raccolta delle feci, mentre quelle dedicate al riposo vengono ricoperte di foglie e muschio.
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Gravidanza programmata
I pipistrelli hanno uno strano modo di riprodursi: l’accoppiamento solitamente avviene verso la fine dell’estate, ma la fecondazione viene rimandata alla fine dell’inverno. Le femmine infatti sono in grado di trattenere all’interno dei genitali lo sperma del maschio fino alla fine del letargo invernale. Al loro risveglio in primavera, il liquido seminale si riattiva raggiungendo gli ovuli ora maturi. Le femmine feconde si riuniscono quindi in gruppi e raggiungono luoghi tranquilli dove partorire, in estate, il loro unico piccolo.
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Altro che eiaculazione precoce!
Con l’arrivo dei primi freddi anche le rane sprofondano in buchi nel terreno o nel fango in fondo agli stagni per rimanerci fino a primavera, cadendo in uno stato di ibernazione. Per questi anfibi però il sonno invernale a volte nasconde un risvolto inaspettato: tra le rane di montagna può capitare infatti che l’accoppiamento cominci proprio a ridosso del letargo; se così accade le due rane rimangono abbracciate nella posizione dell’amplesso tipica della loro specie fino al risveglio la primavera successiva, quando la femmina deporrà fino a 4.000 uova.

Foto: Claudio Pia

Chi dorme non piglia..noci
Lo scoiattolo, a differenza degli altri animali, in inverno non cade in letargo, ma si adatta alla rigidità del clima modificando il suo stile di vita: in estate inizia a immagazzinare una grande quantità di cibo in diversi depositi sotterranei, lasciandone alcuni vuoti per depistare eventuali ladri di cibo. All’arrivo dei primi freddi si ritira in un nido all’interno dei tronchi senza tuttavia cadere in un sonno profondo, ma rimanendo in una sorta di dormiveglia dal quale si risveglia molto spesso per uscire e andare a prelevare le provviste nascoste nei vari depositi. Come fa a ritrovare i nascondigli? Grazie al suo infallibile fiuto, naturalmente!

Voglio fare la cheerleader

A vederlo muoversi nell’acqua sembrerebbe un supporter sfegatato di qualche squadra NBA. In realtà questo granchio del genere Lybia, anche noto come granchio boxer, ha un rapporto di scambio con gli anemoni di mare, che impugna come fossero pom-pon: il crostaceo li usa come arma di difesa – sono infatti urticanti – mentre agli anemoni questo essere agitati qua e là fa comodo perché riescono così a spostarsi più facilmente incamerando maggiori quantità di cibo. In mancanza di anemoni nei paraggi, il granchio si accontenta di scuotere pezzetti di spugne e coralli. D’altronde l’inverno si avvicina e anche se non si ha il problema del letargo, si deve pensare a difendersi proprio da quei predatori voraci in cerca di cibo e di scorte per affrontare il lungo sonno invernale.