Ancora una volta l’eccellenza italiana fa notizia!
Questa volta la protagonista è Bio-on, azienda specializzata in produzione di polimeri biodegradabili ed ecosostenibili, che nei giorni scorsi, in occasione della Maker Faire svoltasi a Roma, ha presentato il suo ultimo prodotto destinato a diventare una rivoluzione epocale.

Minerv, questo il nome del materiale plastico realizzato da Bio-on, aveva già fatto parlare di sè in quanto totalmente biodegradabile e realizzato impiegando gli scarti della canna da zucchero. Questa bioplastica infatti è prodotta trasformando un prodotto di scarto che andrebbe smaltito e non ha quindi alcun impatto sul ciclo alimentare, contrariamente a quanto accade per altri tipi di prodotti “bio” come biocarburanti o altre bioplastiche che utilizzano cereali.
Questo tipo di biodegradazione rappresenta il “futuro” della biodegradabilità mondiale in quanto la scomparsa naturale e rapida di un bio polimero in acqua batteriologicamente non pura (come ad esempio quella di un fiume) è un risultato raro e molto difficile da ottenere. Oggi questa scoperta si arricchisce di un valore in più: l’elettroconduzione.

Rivoluzionaria scoperta made in Italy: la bio-plastica abbatte i rifiuti, anche quelli elettronici

Integrando particelle di nanotubi e grafene alla bioplastica, Bio-on è riuscita a realizzare un tipo di polimero utilizzabile nella produzione di apparecchi elettrici, ottenendo così un materiale plastico dai vantaggi molteplici e significativi.
Se da un lato infatti sarà possibile costruire dispositivi elettronici con un ridotto impatto ambientale, dall’altro sarà sempre più facile risolvere il grave problema dello smaltimento dei RAEE – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
In sostanza questo tipo di plastica abbasserà l’impatto ambientale dei dispositivi rendendone il recupero più facile ed economico.

L’uso industriale di Minerv fortunatamente “non sarà limitato alla produzione di smartphone e tablet”, ha dichiarato il co-fondatore di Bio-on Marco Astorri. “Siamo in grado di estenderne l’uso a settori tecnologici altamente avanzati, grazie alle molteplici caratteristiche delle nostre bioplastiche, alle loro elevate prestazioni tecniche e alla biocompatibilità. Nel futuro questo ci permetterà anche di sviluppare sensori e apparecchiature elettromedicali per l’assistenza sanitaria.”

Una scoperta sensazionale che arriva direttamente dall’ambiente.
Come infatti afferma Astorri “la chimica del futuro arriva dalla natura; abbiamo lavorato copiando la natura e continuando così potremo sviluppare cose incredibili”.