La bellezza è un gioco di equilibrio ed armonia tra i singoli elementi che compongono un’opera e l’immagine complessiva che l’opera stessa trasmette. E’ su questo perfetto bilanciamento che si basa l’espressione creativa di Sabrina Ventrella, artista romana che da diversi anni si dedica alla realizzazione di opere utilizzando materiali di riuso e che nel 2011 ha vinto il I° premio con l’opera “Eco-tacchino nell’aia” alla mostra concorso organizzata dall’ Associazione “Che s’inventano le donne in collaborazione con il Comune di Canzano (Te).

 

L'eco-tacchino di Sabrina Ventrella, esempio di riciclo a...regola d'arte!Riciclare il brutto, lo scarto, ciò che è destinato all’inutilizzo è la sfida che Sabrina compie creando le sue sculture, opere che affascinano non solo per la bellezza che esprimono, ma soprattutto per il messaggio che trasmettono: imparare che ogni oggetto custodisce un potenziale estetico anche quando così non sembra. La ricerca del bello assume perciò un aspetto più profondo nelle creazioni di Sabrina, che insegnano a riconsiderare il concetto di “rifiuto” in una visione al contempo ecologista e pedagogica.

 

 

“Ho sempre pensato che dare nuova vita ad oggetti e materiali usciti dal ciclo vitale fosse appassionante e poetico, oltre che eticamente giusto” ci spiega Sabrina, raccontandoci qualcosa in più sul suo lavoro.
Un lavoro che inizia da uno stato di “fibrillazione” che nasce in lei nel momento esatto in cui maneggia quegli scarti così affascinanti per forma, materia e colore; è un processo naturale che la spinge a combinare insieme tanti elementi diversi nella ricerca di un insieme bello e soprattutto equilibrato: “Capisco che l’opera è finita quando ogni dettaglio è in armonia con il resto degli elementi che compongono ogni scultura”.

 

E’ un procedimento a volte lungo, che richiede allenamento e molto coraggio nel concedersi libertà, libertà di sperimentare, di esprimersi, di mettersi a nudo. E’ un percorso emozionante, che si conclude nella storia che ogni opera di Sabrina racconta.