L’estate, si sa, è la stagione perfetta per dedicarsi alla cura del nostro corpo. Spinti dalle temperature sempre più alte, ognuno di noi è alla continua ricerca di diete e nuove abitudini alimentari che possano favorire il recupero della linea e il benessere del corpo.

 

Abbiamo pensato perciò di scoprire qualcosa in più su quelle “filosofie alimentari” che non appartengono del tutto alla nostra tradizione culturale, ma che ormai da anni riscuotono considerevole successo tra gli appassionati del viver sano.

 

Oggi indaghiamo sulla macrobiotica, cercando di parlarne il più possibile con chiarezza e semplicità.
Siamo andati da Dealma Franceschetti, esperta cuoca e terapista macrobiotica, nonchè curatrice del sito “La via Macrobiotica”, chiedendole di raccontarci qualcosa in più su questa interessante filosofia di vita.

 

Ciao Dealma, iniziamo subito con lo spiegare con parole semplici cos’è la macrobiotica e quali benefici da?

 

Il termine macrobiotica deriva da “macros” (grande o lungo) e “bios” (vita), quindi possiamo tradurlo come “lunga vita”, ma anche come “grande vita”, nel senso di una vita vissuta pienamente, in salute e benessere. La macrobiotica è quindi una via che può condurre verso una lunga vita vissuta felicemente e in salute.
La macrobiotica nasce come una filosofia di vita che affonda le sue radici nel Taoismo di Lao Tzu e che va alla ricerca dell’equilibrio dell’uomo nella sua completezza, quindi l’equilibrio del corpo, della mente, delle emozioni e dello spirito.
La cucina è solo uno dei tanti modi per cercare questo equilibrio, ma è sicuramente uno dei più importanti, perché “siamo quello che mangiamo”, considerato che il cibo costruisce letteralmente le nostre cellule.
La cucina macrobiotica è una strada per divenire consapevoli dell’effetto del cibo sul nostro corpo, ma anche sulla mente, sulle emozioni e sulla crescita spirituale.

 

Quindi dobbiamo intendere la macrobiotica come una dieta o come una religione?

 

No, non è una “dieta” e nemmeno una “religione”, perché non si fonda su dogmi o regole ferree, ma su principi da applicare alle proprie condizioni personali. Un uomo avrà bisogni diversi da una donna, un anziano da un bambino, un atleta da un uomo sedentario, un malato da un uomo in salute e così via. La macrobiotica va cucita sulla propria pelle, imparando non solo quali sono i principi di base, ma anche ad ascoltare il proprio corpo, che sa perfettamente di cosa ha bisogno. Ma attenzione, è fondamentale imparare a distinguere “le voglie”, che sono un’espressione di squilibrio, dalle reali esigenze. E come? Innanzi tutto facendo un po’ di pulizia. Quando vogliamo ristrutturare una vecchia casa, la prima operazione consiste nel portar via tutto ciò che è ingombrante e che si è accumulato negli anni; pulire per poi ricostruire. Con il nostro corpo dobbiamo fare la stessa cosa. Una volta completate le operazioni di pulizia, i messaggi del corpo diventano chiari e rappresentano i veri bisogni e non un tentativo estremo per recuperare un equilibrio perduto.

 

Entrando più nel concreto, quali sono gli alimenti alla base della cucina macrobiotica?

 

I cereali integrali o semi-integrali in chicco, le verdure di stagione e i legumi. A questa base si aggiungono alghe, semi oleosi, un po’ di frutta, derivati della soia come tofu e tempeh, condimenti speciali come miso, tamari o shoyu, gomasio, umeboshi e tanti altri dai nomi altrettanto strani.
Ma non bisogna farsi spaventare dalla presenza di ingredienti dai nomi particolari, si tratta solo di utilizzarli qualche volta per farli entrare nel proprio “arsenale culinario”.

 

Allora dobbiamo ricrederci! La macrobiotica non è una cucina “triste”!

 

Assolutamente no, anche se alcune correnti un po’ troppo rigide possono dare effettivamente questa sensazione. La macrobiotica che propongo io attraverso La Via Macrobiotica cerca di dare piacere e gioia oltre che salute e benessere. Uno stile alimentare che non gratifica il palato non può essere seguito a lungo, quindi è fallimentare. Se lasciamo che sia soltanto la gola a guidare le nostre scelte alimentari, entreremo in un circolo vizioso che porterà inevitabilmente al malessere o addirittura alla malattia. E’ possibile invece trovare l’equilibrio tra il piacere e il benessere, perché il cibo può e deve dare piacere, ma anche salute e felicità.
Con la macrobiotica si sperimenta il potere del cibo nel trasformare il corpo, la mente e le emozioni. Il cibo può regalarci concentrazione, lucidità, energia, forza, piacere, ma anche parecchi problemi se non è adatto alle nostre esigenze.

 

Non a caso si dice che la macrobiotica recuperi le antiche tradizioni alimentari, vero?

 

E’ verissimo. La macrobiotica non è “la scoperta del secolo”, non inventa nulla, semplicemente recupera le antiche tradizioni alimentari dei popoli della terra. Gli esseri umani per secoli si sono nutriti di cereali, verdure e legumi, con l’aggiunta, quando possibile, di piccole quantità di cibo animale. In Italia, dopo la seconda guerra mondiale queste tradizioni sono state completamente stravolte e l’alimentazione contadina, semplice e frugale, basata essenzialmente su cibi vegetali e integrali è stata soppiantata da un’alimentazione ricca di cibo animale e raffinato.
Possiamo quindi recuperare lo stile alimentare millenario che abbiamo perso gradualmente con la rivoluzione industriale.

 

E qual’è allora il nesso tra questa cultura alimentare e la filosofia? Nella macrobiotica si parla di energie, di yin e di yang…

 

E’ vero, la macrobiotica ci regala un valore aggiunto: la visione energetica. Il cibo infatti non è soltanto un’insieme di sostanze nutritive, ma possiede anche un’energia che influenza profondamente tutto il nostro essere. Quest’energia non è qualcosa di esoterico o magico, è semplicemente l’energia che un alimento acquisisce attraverso l’influenza dell’ambiente e della stagione in cui si sviluppa. Un pomodoro, crescendo nel clima caldo dell’estate, si carica di energia rinfrescante, per permettere alla pianta di adattarsi al clima. Al contrario una verza che cresce nel freddo dell’inverno, si caricherà di energia riscaldante. Queste energie entrano nel nostro copro quando mangiamo e ci influenzano direttamente. Il pomodoro ci rinfresca e la verza ci riscalda. Se seguiamo la stagionalità possiamo rimanere in equilibrio con l’ambiente, adattandoci al clima proprio come fanno il pomodoro e la verza. I guai cominciano quando non rispettiamo l’ordine della natura. Mangiare un ortaggio o una verdura estivi in inverno, apporta al corpo un’energia rinfrescante in un momento in cui ha bisogno di calore. Questo crea grande squilibrio nel corpo, che cercherà in tutti i modi di liberarsene, sviluppando sintomi di vario tipo; nel caso del pomodoro consumato in inverno, potremmo ritrovarci con un raffreddore ricorrente, con una sinusite o con una malattia della pelle.

 

Senza ombra di dubbio le informazioni che ci hai dato in questa intervista ci hanno fatto scoprire qualcosa di nuovo e soprattutto interessante. Prima di salutarci ti proponiamo nuovamente la prima domanda dell’intervista, questa volta però ti chiediamo di rispondere in due righe: in definitiva cos’è la macrobiotica e quali benefici da?   

 

La macrobiotica ci regala una visione globale della relazione tra il cibo e la salute ed è un’occasione di crescita e di consapevolezza, che può aiutarci a vivere meglio.

 

 

Per saperne di più, leggere qualche ricetta o chiedere consiglio a Dealma, vi suggeriamo il suo sito “La Via Macrobiotica”

 

 

 

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